tindersticks, de rien, baustelle, morgan, superflu, the long blondes, marti, editors, decibel, alice, primissimi litfiba, faust'o, depeche mode, martha and the muffins, the the, bauhaus, smiths, marc almond, primissimi matia bazar, garbo, the organ, the cure, human league,CCCP, jenny wilson, battiato, daniele silvestri
I tuoi film (registi) preferiti
mulholland drive, la decima vittima, le conseguenze dell'amore, l'uomo in più, house of games, la meglio gioventù, blade runner, raiders of the lost ark, bianca, atame, l'imbalsamatore, ridicule, la timide, a bout de souffle, c'eravamo tanto amati, accattone, magnolia, velvet godmine, happiness, ecce bombo, la grande guerra, respiro, the untouchables
I tuoi scrittori preferiti
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Con la presentazione di domani in toscana (Anghiari) si conclude la prima fase del tour. Essendo fuori da logiche promozionali importanti, la diffusione de "Il club delle piccole morti" è passata attraverso presentazioni in tutta Italia in contesti completamente diversi. Il mio editore,… Continua
Post aggiunto il 10 Maggio 2008 alle 13:56 — 1 Commento
Quando lo vedi, il vuoto, è già troppo tardi. Ti chiama, ti attira, ti
prende per i capelli e ti tira giù. Nascosto da un’apparente immobilità,
il vuoto esplode nel tuo stomaco per disintegrarsi in magnetiche
particelle che risucchiano il tuo corpo.
Il cielo è azzurrino e terso. Una di quelle giornate dove non viene
voglia di ammazzarsi. I palazzoni della mia borgata si rubano la luce
a vicenda, sempre gli stessi, indifferenti ai più, ancor meno ai meno.
Per strada le solite fiumane di gente intenta a lasciarsi vivere.
Chi di noi ha ragione?
Dai, fallo Silvia, perché non si muore una sola volta e poi rinasci
più forte. Muori stupida e obesa darkettona che non hai mai combinato
un cazzo, che tutti ti odiano anche se sai che non è vero e ti
piace pensare così perché quelli che ti amano non ti amano abbastanza,
perché il tuo bisogno d’affetto è lacerante, perché tutto quello
che assomiglia a una vita appagante non l’hai mai sentito, perché
le note della tua sofferenza echeggiano nel cervello stonate e assordanti…
perché ora le tue gambe si muovono lente verso il precipizio…
perché ora sotto di te… sembra veramente difficile farlo… un
solo istante e Silvia non c’è più!
Arriva il solito momento in cui mi fermo. C’è qualcosa dentro di
me che non va, non vuole morire. Perché lo desidero con tutta me
stessa ma questo corpo stronzo si rifiuta. Non solo mi è d’impaccio
durante tutta la mia esistenza ma si intestardisce come un mulo
quando si tratta di autodistruzione. Forse dovrei cambiare metodo.
La stanca routine del volo dal quinto piano deve lasciare il posto a
qualcosa di più significativo.
Pensaci Silvia pensaci…
Alle 20:23 del 1 Maggio 2008, Luca Mexan ha detto...
Se cade Veltroni torna Dalema. Mi sa che hai proprio ragione Tommy...
Spazio commenti (11 commenti)
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vediamo.... vediamo....
ma che è sto crakweb?
prende per i capelli e ti tira giù. Nascosto da un’apparente immobilità,
il vuoto esplode nel tuo stomaco per disintegrarsi in magnetiche
particelle che risucchiano il tuo corpo.
Il cielo è azzurrino e terso. Una di quelle giornate dove non viene
voglia di ammazzarsi. I palazzoni della mia borgata si rubano la luce
a vicenda, sempre gli stessi, indifferenti ai più, ancor meno ai meno.
Per strada le solite fiumane di gente intenta a lasciarsi vivere.
Chi di noi ha ragione?
Dai, fallo Silvia, perché non si muore una sola volta e poi rinasci
più forte. Muori stupida e obesa darkettona che non hai mai combinato
un cazzo, che tutti ti odiano anche se sai che non è vero e ti
piace pensare così perché quelli che ti amano non ti amano abbastanza,
perché il tuo bisogno d’affetto è lacerante, perché tutto quello
che assomiglia a una vita appagante non l’hai mai sentito, perché
le note della tua sofferenza echeggiano nel cervello stonate e assordanti…
perché ora le tue gambe si muovono lente verso il precipizio…
perché ora sotto di te… sembra veramente difficile farlo… un
solo istante e Silvia non c’è più!
Arriva il solito momento in cui mi fermo. C’è qualcosa dentro di
me che non va, non vuole morire. Perché lo desidero con tutta me
stessa ma questo corpo stronzo si rifiuta. Non solo mi è d’impaccio
durante tutta la mia esistenza ma si intestardisce come un mulo
quando si tratta di autodistruzione. Forse dovrei cambiare metodo.
La stanca routine del volo dal quinto piano deve lasciare il posto a
qualcosa di più significativo.
Pensaci Silvia pensaci…
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